sabato 11 ottobre 2008
Mentre si fa altro, si lavora in laboratorio, si viaggia in auto o si cucina, la radio è stimolo e compagnia che non intralcia il risutato finale: «ho scelto di condurre un programma di opinione, in cui non sono troppo moderatore - commenta Giuseppe Cruciani, miglior trasmissione della sera per il 2008 con 'La zanzara' su Radio 24 - a volte con gli ascoltatori che intervengono, magari mentre sono in auto, si aprono discussioni e lì mi rendo conto di quanto sia impegnativo mantenere tutti coinvolti senza perdere mordente. Ogni tanto si costruiscono microstorie fantastiche, altre volte si arriva ad odiare gli interventi troppo pesanti perché ci si rende conto che non sono rappresentativi di niente».Eppure continua «la magia della radio», come racconta Maurizio Costanzo durante il workshop 'La radio sempre e comunque': «la radio è mia - aggiunge Platinette - voglio dire che chi si fidelizza fa in modo che quello che ascolta sia espressione di sé».
«Anche quando, dopo aver vinto il concorso in Rai, ci volevano spingere tutti verso la televisione - ricorda Enrico Vaime, premio 'Storia della radio' - ho scelto non solo per il fascino del mezzo. Amo la radio più della televisione, perché è un mezzo più popolare, più onesto di altri, e deve essere recepito sennò è un parlare a vuoto. In compenso non esiste il fruitore della radio che dorme. Facciamo un mestiere che ha un passato, un presente e spero un grande futuro».
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