La doppia vita di Filippo La Mantia: l'amico della band di "Viva Radio2"

sabato 15 settembre 2007


Filippo La Mantia vivrà le due serate delle "RadioGrolle" suonando l’armonica in piazza con i dj, venerdì 14, e ai fornelli per la cena vip prima delle premiazioni, sabato 15. Una trentina d’anni fa, nella sua Palermo, rimase folgorato dal suono blues dell’armonica di Edoardo Bennato, una passione immediata per la musica che gli fece comprare subito alcuni esemplari dello strumento. Ma Filippo La Mantia ha anche un’altra grande passione: sei anni fa ha aperto a Roma “La Trattoria”, locale in cui dagli ingredienti del menu sono banditi aglio e cipolla.
«Suono ad orecchio – racconta dietro le quinte della manifestazione al Casino de la Valléenon ho mai studiato. Ma cucino anche ad orecchio: tutto ha un suono, tutto è arte. Nel mio ristorante, durante la cena vado a salutare gli ospiti, che mi chiamano e vedono tutto ciò che accade in cucina, allestita a vista. Quando si mangia, si sente se il cibo è buono, la gente mugugna e se il suono è positivo allora vuol dire che la ricetta piace».

Non ha paura di viaggiare, La Mantia, spesso lo invitano in altri ristoranti in giro per l’Italia: «Però da quando sono a Roma mi manca un po’ la musica - confessa - l’altro giorno, al matrimonio di Marco Baldini, abbiamo fatto notte suonando con la band di Viva Radio 2. Con loro, con Fiorello, c’è una grande sintonia: quando i ragazzi della band si decideranno ad uscire per far musica nei locali sarò sicuramente disponibile ad aggregarmi».

E “La Trattoria”? «Mi dispiace assentarmi, il locale va avanti comunque, naturalmente - conclude il cuoco musicista - ma il richiamo della musica è troppo forte. Anche in cucina seguo quello che mi piace: la base è costituita dalle ricette della mia terra, la Sicilia. Ho però rinunciato ai sapori forti di aglio, cipolla e soffritti per lasciare spazio al profumo di basilico, adoro la menta e i capperi, utilizzo l’origano e le mandorle e a volte la cannella. Cucino quello che mi piace, come il couscous con il pesto di agrumi».

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